Ho cambiato idea (il Festival di Sanremo)

L’ Italia e’ un paese di mode e di opinionisti. E di opinionisti che devono creare o ostacolare mode.

Il Festival di Sanremo non si sottrae di certo a questi opinionisti e alle loro mode. Negli anni in cui sono stata consapevole dell’ esistenza del Festival, mai mi e’ capitato di sentire un coro unanime in favore di questa manifestazione. E’ sempre andato di moda denigrare l’ annuale maratona musicale, ignorarla o malamanete sopportarla, come una vecchia zia un po’ fuori moda che una volta all’ anno si auto-invita a cena.

Cosi’, da opinionista io stessa, voglio oppormi a questo pigro atteggiamento di critica per inerzia, e spero di creare una nuova moda di rivalutazione del Festival.

In quanto musicista, quello che per me conferisce gia’ da subito un valore inestimabile al Festival e’ l’ orchestra dal vivo. Un animale in estinzione conciato peggio del panda, che grazie a Sanremo da continua conferma di quanto la musica suonata (e non registrata) arricchisca la televisione. Nessun altro talent show si e’ mai impegnato a utilizzare musica e musicisti veri in pianta stabile. Se non fosse per Sanremo la televisione italiana serebbe un triste, infinito karaoke da sagra della salamella.

Seconda grande differenza, sempre rispetto ad altri programmi televisivi comparabili quali X Factor o The Voice, sta nel format che e’ un prodotto italiano originale di proprieta’ della RAI. Mentre i sopra citati sono programmi italianizzati da format rispettivamente inglese e olandese, il nostro caro vecchio Sanremo nasce nel 1951 da mamma RAI, ed e’ forse l’unico vero antenato dei talent contemporanei.

Terzo “pro” e’ che nessuno canta male in inglese. Non nel senso che chi (fra gli italiani) canta in inglese lo canta bene, con la pronuncia corretta, ma che in inglese non si canta proprio, a meno che non si tratti di un ospite di idioma anglosassone. E Luis Armstrong che, nel 1968, cantava in un Italiano maccheronico non conta.

E poi c’e quello che nessuno sa: le prove di mesi, gli arrangiamenti, i cambiamenti, gli imprevisti che solo il lavoro rigorso di grandi professionisti puo’ tradurre in uno spettacolo che tutti gli anni immancabilmente si ripresenta nelle nostre case.

Se non vi piace il genere mi arrendo, ma se non guardate Sanremo per girare sei mesi dopo su X Factor, allora vergognatevi.

Il mio podio personale dell’edizione (ancora in corso) di quest’ anno:

Bronzo: la mia canzone preferita.

Argento: il mio “presentatore” preferito.

Oro: il mio uomo (festival o non festival) preferito.

Ovviamente il premio assoluto va al mio babbo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...