What teaching is really about/ Cosa vuol dire insegnare

On the brink of the second round of Easter Holidays of my teaching experience, it seems the appropriate time to draw some conclusions on the meaning of my life as a secondary school music teacher.

When this chapter of my life started I thought teaching was mainly about knowing what you wanted to teach, aka your own subject. I soon realized that knowing the modes of the major scale not only would not get me very far with my puzzled year 12 students, but it would not make me necessarily a good teacher.

Having established that knowing about music was not enough to survive the daily tests of teaching life, I adopted the “learning to teach” ethos in regards to my practice. This meta-learning endeavour proved to be fascinating as well as complex. Teaching strategies, meticulous lesson plans and cryptic acronyms soon became the first and last thoughts of my days ( and often nightmares).

But still I experienced my craft failing me. A tried and tested BfL (Behaviour for Learning) technique would prove completely harmless against a bunch of disaffected year 9 students. This followed into a phase of self-doubt; lunch times, mentor meetings and private breakdowns where I would question my every decision and thought. “Am I too young to be teaching? Am I strong enough as a person? How can I be a model to students if I do not even know who am I yet?”. These were the questions that crowded my brain.

When suddenly, like the soothing sound of a familiar melody in the distance, it started to become clear. Teaching is not necessarily about knowing what you are doing all the time. It is not even about knowing all the tricks in the book. And if you wait until you know yourself then you might as well give up altogether. But what teaching really is about is relationships. It is working every day to learn a bit more about these little humans that cross our path. It is caring about each individual with their habits, preferences and stories. It is giving and receiving trust. Teaching is sharing the journey with passionate and inspiring colleagues, and getting to know the human side behind their teaching persona.

School is not just a place we show up to every morning. It is our home away from home, it is our “other” family and one of the most life-changing experiences we will ever go through.

Behind teachers and students there are people, and this is the most important lesson to learn.

All’ alba del secondo turno di vacanze di Pasqua durante la mia esperienza da insegnante, mi sembra opportuno trarre alcune conclusioni sul significato della mia vita da prof. di musica nella scuola media e superiore in Inghilterra.

All’ inizio di questo capitolo della mia vita credevo che insegnare volesse dire sapere quello che si andava ad insegnare, ovvero conoscere la propria materia. Mi sono presto resa conto che conoscere i modi della scala maggiore non solo non mi avrebbe avvantaggiato nelle lezioni di teoria musicale ai miei spaesati studenti di terza liceo, ma non avrebbe necesariamente fatto di me una buona insegnante.

Avendo stabilito che sapere di musica non sarebbe stato abbastanza per sopravvivere alle sfide quotidiane della vita dall’ altro lato della cattedra, ho quindi adottato la filosofia dell’ imparare a insegnare. Ed ecco che strategie per l’ insegnamento e lezioni meticolosamente pianificate divennero i primi ed ultimi pensieri delle mie giornate (e spesso dei miei incubi).

E tuttavia anche queste strategie non erano completamente immuni dal fallimento. Tattiche di gestione del comportamento provate e riprovate potevano risultare competamente innocue di fronte a una classe di alienati ragazzi di terza media. A questa fase segui’ quindi un periodo di dubbi. Pause pranzo, riunioni e solitari momenti di crisi in cui ogni mia decisione e pensiero veniva messo in discussione. “ Sono troppo giovane per insegnare? Sono abbastanza forte caratterialmente? Come posso essere un modello per i miei studenti se non so nemmeno io chi sono?”. Queste erano le domande che affollavano la mia mente.

Quando all’ improvviso, come il rassicurante suono di una melodia familiare in lontananza, tutto divenne piu’ chiaro. Insignare non vuol sempre dire sapere quello che si sta facendo. Non vuole nemmeno dire conoscere tutti i trucchi del mestiere. E se si dovesse aspettare fino a che non ci si conosce davvero, allora bisognerebbe lasciar perdere. Ma insegnare vuol dire creare dei rapporti. Vuol dire lavorare ogni giorno per imparare a conoscere un po’ di piu’ questi piccoli umani che incontriamo sul nostro cammino. Vuol dire aver cura di ciascun individuo con le proprie abitudini e storie. Vuol dire dare e ricevere fiducia. Insegare e’ condividere il viaggio con colleghi appassionati e capaci di ispirare, ma anche conoscere il loro lato umano dietro la “maschera” da insegnate.

La scuola non e’ solo un posto dove presentarsi ogni mattina. E’ la nostra seconda casa, e’ la nostra seconda famiglia ed una delle esperienze che posso combiare la vita di un individuo in maniera piu’ drammatica.

Dietro ad ogni insegnante ed ogni studente ci sono delle persone, e questa e’ la lezione piu’ importante che si possa imparare.

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