Ricordo di Giorgio Faletti, di Gabriele Comeglio

Ho conosciuto Giorgio nel lontano 1992, ai tempi della registrazione del suo primo cd che si chiamava “Condannato a ridere”. La produzione era affidata a Matteo Fasolino, un bravo tastierista che aveva collaborato con Fiorella Mannoia e Loredana Bertè.

Giorgio, per il il suo brano “La poubelle c’ est la plus belle” voleva cimentarsi con una big band e così Matteo affidò a me l’ arrangiamento.
Registrammo in uno studio di Dalmine ed ebbi l’ occasione di passare una giornata con lui. Era una persona colta, curiosa, modesta. L’ esatto opposto di tanti personaggi televisivi che adesso “infestano” il teleschermo. Forse perché veniva da una gavetta vera (quella del Derby) ed aveva frequentato grandi personaggi (Jannacci, Cochi e Renato), forse perché era intelligente, forse per entrambi i motivi, era una persona piacevole e alla mano.

Ebbi l’ occasione di incontrarlo, alcuni anni dopo, a casa di un industriale che produceva attrezzature per la televisione. Era un party per festeggiare un anniversario e io ero stato convocato per suonare .

Vidi Giorgio e lo andai a salutare, ricordandogli della registrazione fatta insieme.

Mi disse, tra il serio e il faceto, “Accidenti, non è che un jazzista come te si è un po’ vergognato di fare un disco con uno come me?”. Allora io andai a prendere dalla custodia del mio sax il programma di un concerto che avevo appena fatto. C’ era scritto, nel mio curriculum “ha registrato con Mina, Francesco De Gregori…ed anche Giorgio Faletti per il quale ha curato un arrangiamento di big band”.
Si illuminò di colpo, prese il programma e andò in giro da altri ospiti a far leggere questa cosa, dicendo “Visto che sono un cantante vero! Mi citano anche i jazzisti!”.

Da quel giorno l’ ho incontrato varie volte nei programmi televisivi ai quali ho lavorato, sempre gentile e affabile e anche se circondato da altra gente mi salutava con calma e amicizia.

Tutto il contrario di certi personaggi che fanno finta di non vederti, magari per tuffarsi sul primo dirigente televisivo che passa per proporgli qualcosa. Evidentemente giudicano la cortesia come tempo sprecato.

Ciao Giorgio, guarda che lì dove sei ora ci sono un sacco di jazzisti, vai tranquillo a cantare con loro che vai benissimo così, divertiti!

 

Gabriele Comeglio

 

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