Gli impostori

Il nostro paese possiede una ricchezza che e’ indiscutibile: quella emotiva. Forse non e’ questa la parola piu’ adatta a descrivere quello che intendo, ma con “emotiva” mi riferisco a quella parte dell’intelletto che e’ ingegno, sentimento e spirito che costituisce l’aura di ogni essere umano. Un’insieme intangibile quindi di sentimenti e attitudini a lasciarsi guidare dalle proprie emozioni e passioni come criterio decisionale in diversi contesti della vita.

Se e’ oggettivo (come popolo) il nostro difetto di capacita’ organizzativa, osservanza dei sistemi, utilizzo e potenziamento delle sterminate risorse umane e culturali, per citare solo alcuni esempi, abbondiamo invece di grandi sentimenti e grandi personalita’. Accade quindi che le cose “si riescano a fare” non grazie (come in altri paesi) a sistemi statali o istituzionali; bensi’ grazie a qualche illuminato mecenate, pochi volenterosi appassionati, una manciata di veri professionisti che sopperiscono alle orde di impostori e cosi’ via. E’ questa una realta’ che constato ogni giorno nel mio mestiere di musicista, e che immagino si estenda ad altri settori lavorativi.

A tal proposito credo sia giunto il momento di abbandonare per un attimo la filosofia e giungere alla vera storia, fonte di ispirazione per queste elucubrazioni (e diverse settimane di imprecazioni). Perche’ se e’ vero che in Italia c’e’ una porzione di virtuosi, e’ anche constatabile che ad essi corrisponda un numero dei gia’ citati impostori. Lungi dall’essere metaforico, il mio uso del termine vuole essere letterale in riferimento a quelle persone che, non essendo fondamentalmente in grado di fare nulla, impersonano all’occorrenza una professione e si ammantano pertanto di una falsa professionalita’.

Il misfatto nel mio vissuto personale che sta alla base di questo outburst socio-filosofico e’ in realta’ molto semplice: ho fatto un lavoro e non sono stata pagata. Nulla di nuovo nel nostro paese, tuttavia il fascino di questa vicenda sta nelle modalita’ di snodo dell’inganno da parte dell’impostore (ovvero il mio “datore di lavoro” in quell’occasione). Una volta terminato e consegnato il lavoro richiesto, ed inviata la ricevuta di pagamento; magicamente l’impostore ha elevato un muro tanto inconsistente quanto impenetrabile di deviazione temporale e quantitativa di pagamento del mio operato. D’improvviso ho creduto di essere in un romanzo di Kafka, dove ogni concetto di oggettivita’ nulla valeva contro il potere irrazionalmente inconfutabile dell’impostore.

A causa del protrarsi della faccenda (ad oggi irrisolta), ho avuto modo di interrogarmi sulle qualita’ emotive che potessero spingere questo individuo a impiegare il suo intelletto creativo per evitare, di fatto, il pagamento di poche centinaia di euro (l’equivalente di un paio di settimane di spesa al supermercato). La parola che ho deciso di usare e’ “viscidita’”. La sensazione che questa vicenda mi ha lasciato e’ quella di avere un pesce marcio fra le mani, che non solo risulta impossibile da maneggiare ma di cui e’ anche impossibile liberarsi. Il pesce, benche’ privo di vita, impone un suo “volere” di movimento. Allo stesso modo lo scivoloso pagante, pur sprovvisto di ragione, ha sviato abilmente ogni tentativo di richiamo alla realta’ dei fatti da parte dell’aspirante pagato. La sua viscidita’, cosi’ abile e raffinata, si puo’ quindi considerare (non senza una certa ammirazione) non piu’ solo una proprieta’ esteriore situazionale, ma completamente interiorizzata; un nuovo istinto.

Che dire, forse queste sono solo le aberrazioni della mia frustrazione. Tuttavia trovo affascinante che il carnevale umano del nostro paese (e suppongo dell’umanita’ intera) offra uno spettacolo in cui ogni creatura puo’ farsi strada democraticamente, facendo leva sulle proprie uniche qualita’. Chi con la dedizione, chi con la passione, e chi sguazzando di pozza in pozza.

Photo(1)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...