Riflessione di compleanno

Oggi e’ il mio compleanno. Da piccola me li immaginavo diversi questi venticinque anni. Non che riuscissi veramente a immaginarli, i miei personali venticinque anni voglio dire. Fantasticavo piuttosto su di una paradossalmente universale, benche’ unicamente mia, idea di quello che una ragazza facesse delle sue giornate a quell’eta’. Questo esercizio di proiezione temporale avveniva tramite il gioco delle Barbie. Non avevo alcun interesse a mettere in scena delle storie con personaggi della mia eta’, all’epoca inferiore ai dieci anni, per ovvie ragioni di limitatezza della trama. Inscenavo quindi vicende di ragazze piu’ grandi: possibili vite future. Queste donnine di plastica mi hanno permesso di sperimentare ed esercitarmi in vari aspetti della presunta vita adulta: l’arredamento di interni, organizzazione di matrimoni, procreazione, vita, morte; insomma tutto il dannato circo. Tutto quello che socialmente ci si aspetta dal genere femminile, almeno.

Per rendere piu’ realistico il processo ricordo con precisione che all’inizio di ogni sessione di gioco due dettagli importanti andavano stabiliti: nome ed eta’ della Barbie. E ricordo con altrettanta accuratezza di non aver mai datato le mie protagoniste oltre i diciassette anni. Diciotto per me era gia’ l’inizio del declino (ed in effetti per alcuni lo e’ davvero). Non dovrebbe sembrare molto strano, dato che il senso del tempo di un bambina di sette/otto anni e’ probabilmente piuttosto relativo; per non parlare del concetto di maggiore eta’, inesistente. Eppure questo, oggi, mi ha fatto pensare. Perche’ se in questi esercizi di vita adulta i miei alter ego avevano ottenuto, entro i diciassette anni, casa, marito, figli e animali domestici, la “me” bambina non sarebbe molto colpita da quello che ho combinato fin’ora.

Fortunatamente c’e’ anche la “me” che venticinque anni li ha in questo momento; si guarda indietro, e non e’ cosi’ dispiaciuta dalla vista. Si, forse non avro’ ancora contribuito al cerchio della vita, fatta eccezione per aver immancabilmente ucciso tutte le piante di cui ho tentato di prendermi cura, ma ho fatto tante altre cose. Risparmio ora un excursus autocompiacente sui miei momenti da video slideshow con effetto Ken Burns. Per quello potete sempre leggere la mia biografia artistica.

In ultima riflessione sono estremamente grata che la prova di divinazione fatta a sette anni non si sia rivelata, ad oggi, una premonizione. Altrimenti sarei vedova, con un numero imprecisato di figli, un cavallo da mantenere, e una casa rosa. Prevedere il futuro e’ solo un gioco, il resto si vedra’.

091215

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