SongReWriting secondo Musica Jazz (ITA/EN)

(English version at the bottom of the page)

Spesso, a fare la musicista, mi sento come Tom Hanks. Non il Tom Hanks che cerca il Graal; e nemmeno il Tom Hanks bloccato all’aeroporto. Intendo il Tom Hanks sull’isola deserta, che vive con un pallone recuperato dalla carcassa dell’aereo FedEx.

Nel senso che a fare questo mestiere spesso ci si sente soli: i soli a cui interessi quello che stai facendo. Tra locali poco o per nulla disposti ad ospitare musica dal vivo (specialmente a causa del corteo di burocrazia e costi che ne consegue); e un pubblico che preferisce stare a casa, a crogiolarsi nelle rassicuranti e infinite opzioni di TV e internet; il “dove” e il “per chi” suonare riducono il “quando” ad una parabola di possibilita’ sempre piu’ vicina al “mai”.

A volte pero’ succede che qualcuno risponda alla tua voglia e passione di fare musica: un pallone con la faccia sorridente spunta dalle macerie.

E’ il caso di un album che abbiamo arrangiato, prodotto e registrato il mio amico e collega pianista Luca Casarotti ed io: “SongReWriting”. Un album che abbiamo scoperto aver ricevuto una recensione sullo storico mensile Musica Jazz, come parte di un articolo di Alberto Bazzurro.

Questi momenti sono preziosi, perche’ rappresentano un piccolo segnale che forse quello che crei con passione e sacrificio, ha un valore artistico condivisibile; legittimano quello che altrimenti sarebbe solo uno sfogo di egocentrismo, un volo pindarico della FedEx finito chissa’ dove nell’oceano.

Altri avevano gia’ dato fiducia al progetto “SongReWriting”, ancor prima di ascoltarlo: tramite la campagna di Crowdfunding che ha finanziato la nostra registrazione.

Questo rafforza una mia convinzione: che la musica e’ un’espressione collettiva, e che ha bisogno della collettivita’ per esprimersi. E’ un effetto domino: parte dal singolo che la scrive, raggiunge i musicisti che la suonano, arriva a chi la ospita fino a chi la ascolta. Se una delle tessere non cade, la catena si interrompe; e la musica non ha senso. Qualunque pezzo del domino siate, mantenete viva la musica!

SonReWriting review

“Still within the (covers – ed.) repertorie, but definitely more contemporary, the CD by Caterina Comeglio (voice) and Luca Casarotti (piano) is sophisticated and yet deep, imaginative, not ordinary at all…”

Often, being a professional musician, I feel a bit like Tom Hanks. Not Tom Hanks looking for the Holy Grail; nor the one stuck inside an airport. But the Tom Hanks on the desert island, living with a ball from the FedEx plane crash.

What I mean is that often in this profession you feel alone; the only one caring about what your music. With venues uninterested in putting gigs on (especially for the bureaucracy and the costs that come with it, in Italy at least); and audiences more keen on spending the night at home, with the infinite possibilities of TV and internet; “where” and “who” to play for, make “when” dangerously close to “never”.

But sometimes, somebody responds to your passion for music-making.

It is the case of “SongReWriting”, an album which I arranged, recorded and produced myself, along with my friend, pianist Luca Casarotti. This album received a positive review on the eldest and most well-respected jazz magazine in Italy “Musica jazz”; in an article by Alberto Bazzurro.

These kind of moments are precious, because they represent a small signal that what you create as a musician with great passion and sacrifice, actually has an artistic value which can be shared with others. Moreover, these moments legitimise what would otherwise be simply an ego trip; a crazy flight of the imagination which can end up like the FedEx plane crash.

Others have demonstrated their trust in our project by pre-ordering the album through a Crowdfunding campaign which ultimately financed the recording.

Both these examples reinforce the idea that music is a collective experience, and it needs collectivity to be experienced. It is a domino effect: starting from the composer who creates the music, to the musicians that play it, to the venues that host it and finally the audience who listens to it. If a piece of the domino doesn’t fall, the chain is broken; and making music cannot be meaningful. Whatever domino tile you are, keep music live!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...